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Nel giorno in cui si conferma il prestito di €6.3Mld a FCA Italy, un paragone con la strategia Francese di supporto all'industria Auto nazionale. Le auto FCA assemblate nelle fabbriche Italiane ormai contano meno del 15% dell'immatricolato Italiano.
Il reale patrimonio industriale dell'auto Italiana è costituito soprattutto dalla supply chain - oltre 5.000 aziende che danno lavoro a circa 150.000 dipendenti e per le quali FCA conta ormai meno del 25%: gli specialisti Italiani lavorano per OEM globali, per lo più Tedeschi e Francesi. Il nostro Governo sembra correre dietro ad un azionista che fugge.  Per quanto comprensibile la preoccupazione di mantenere la continuità delle fabbriche FCA in Italia, l'impressione è che si potesse fare di molto meglio. Cosa bisogna fare, e cosa si fa in Francia?
Mio articolo su InterautoNews di giugno.

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A muso duro EN

Il dividendo extra di €5.5Mld è "scolpito nella roccia": la risolutezza di Exor indica la forza di una posizione contrattuale.
6 grandi fabbriche, che contano per 250.000 dipendenti inclusa la supply chain, rischiano la razionalizzazione se non la chiusura: non hanno numeri presentabili né li hanno avuti per anni, rispetto ad altre unità PSA-FCA. Un governo debole di fronte al proprietario di buona parte della stampa del Paese. Con tutta la considerazione per l'indipendenza di direttori e giornalisti dalla proprietà, la cosa può avere un suo peso. Il governo non risponde, ma dovrebbe dire una cosa semplice: ti garantisco il prestito di €6.3Mld, ma sospendi il dividendo straordinario, mostra credibili piani d'investimento in prodotto - e mettili in atto. Mettiti a fare vetture vendibili. Smetti di comprare miliardi di indulgenze da Tesla per compensare le tue mancanze, fai l’elettrico e l’ibrido - davvero.
Mio articolo per InterautoNews di maggio.

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